Walter Bonatti

Nell’agosto del 1948, sul Campaniletto, in Grignetta, Walter Bonatti si cala per la prima volta nei panni dello scalatore: è l’inizio di una storia formidabile. Negli anni seguenti Bonatti è l’alpinista che scova e percorre vie impossibili nell’aria sottile del massiccio del Monte Bianco e infine è il campione solitario ed irraggiungibile che a 35 anni, fra l’incredulità generale, si spoglia dei panni del grande alpinista e, sulla scia dei mitici scrittori d’avventura del passato, si trasforma in uno straordinario reporter di mondi remoti. Anni di scalate hanno costituito il primo passo per affrontare una vita fatta di esplorazione e di ricerca. Non è stato solo un grandissimo alpinista, uno dei più grandi di tutti i tempi: l’eccezionalità di Bonatti va cercata anche oltre la montagna, nella capacità di continuare il viaggio della sua vita al di là delle certezze, delle lusinghe del successo, delle tentazioni di un mondo a corto di favole.

[il testo seguente è tratto da un articolo di Michele Serra, pubblicato su ALP Speciale Ritratti – CDA Vivalda Editori]
Uno sguardo cristallino, Walter Bonatti

[…] Poi il mio mestiere mi portò, da adulto, a conoscere e frequentare Bonatti.walter
Scoprii una persona semplice e gentile, niente affatto distaccata dalle faccende sociali ordinarie. Lungo gli anni l’amicizia e la consuetudine mi hanno permesso di ritrovare, nella forma amabile e “terrestre” della conversazione e del convivio, molte delle prerogative umane che avevo intuito da giovanissimo fan di Walter. Uno sguardo cristallino, morale fino all’ingenuità , sulle cose del mondo, della società, della politica, uno sguardo che sembra calibrato sui ghiacci, sulle rocce, sugli orizzonti della natura più che sugli ambigui paesaggi umani. Attento a tutto, lettore di libri e giornali, socievole con gli amici, persona certamente non estranea ai tempi, Bonatti si distingue per una sorta di refrattarietà innata al compromesso, per una tenacia nei giudizi, nelle ambizioni profonde, nelle relazioni con i suoi simili, che lasciano intendere un carattere forgiato lontano dalle consuete beghe di società , un carattere d’alta quota.
Non il “superomismo”, semmai un’umanità solida e intransigente, diritta e forte, è dunque quella che si può acquisire dentro la scuola della montagna. Là dove un errore è un errore, senza alibi, e una vittoria è una vittoria. Dove ogni metro è un metro, ogni passo un passo, non è consentito barare e nemmeno ritoccare con qualche approssimazione la verità .
L’implacabile severità con la quale Bonatti ha voluto riscrivere la storia ufficiale del K2 discende dalla volontà di conservare integra la lezione della montagna. Spesso mi sono chiesto, nelle lunghe chiacchere con Bonatti, se non ci fosse in lui un eccesso di puntiglio riguardo al K2. Ma ho capito che nel suo modo di vedere, che è fisico, che è “natura” allo stato puro, una cosa o è oppure non è. Non ci sono le mezze misure, non le mezze verità. Ci si calibra, quando si è Bonatti, sulla legge di gravità, sulle temperature, sulle pendenze, sulla consistenza di neve e ghiaccio: che sono quantità e qualità materiali, non opinioni. Sono pietre, ghiacci, vento, pelle che si logora, sangue che congela, occhi che studiano il cammino, mente che governa i movimenti. Chi ha avuto una vita intera per misurare sé stesso con una tale intensità, e una tale precisione, non può permettere a nessun potere, a nessuna ipocrisia, di imbrogliare le carte.

Libri di Walter Bonatti

1961 – Le mie montagne. 179 pp, Rizzoli Editore
1972 – I giorni grandi. Arnoldo Mondadori Editore
1980 – Ho vissuto tra gli animali selvaggi. 224 pp, Zanichelli
1983 – Le mie montagne. 181 pp, Rizzoli Editore
1984 – Avventura. 253 pp, Rizzoli Editore, Milano
1984 – Magia del Monte Bianco. Massimo Baldini Editore
1985 – Processo al K2. 123 pp, Massimo Baldini Editore
1986 – La mia Patagonia. 227 pp, Massimo Baldini Editore
1989 – L’ultima Amazzonia. 207 pp, Massimo Baldini Editore
1989 – Un modo di essere. Dall’Oglio Editore
1995 – K2 storia di un caso
1995 – Montagne di una vita. Baldini Castoldi Dalai editore
1997 – In terre lontane. 440 pp, Baldini Castoldi Dalai editore
1998 – Fermare le emozioni. L’universo fotografico di Walter Bonatti. 171pp, Edizioni Museo Nazionale della Montagna
1999 – Solitudini australi. 129 pp, Edizioni Museo Nazionale della Montagna
2001 – Una vita così. 510 pp. Baldini Castoldi Dalai editore
2006 – K2 La verità – storia di un caso. 282 pp, Baldini Castoldi Dalai editore
2008 – I miei Ricordi. 416 pp, Baldini Castoldi Dalai editore
2009 – Un mondo perduto. 463 pp. Baldini Castoldi Dalai editore

pagina di wikipedia su Walter Bonatti

Tappa del Tour du Mont Blanc e dell'Alta Via n°1