LA STORIA

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COURMAYEUR MONTE BIANCO

“Il bello dell’avventura è sognarla, dare aria all'immaginazione, poi si potrà anche tentare di dare materia ai propri sogni.”

Walter Bonatti

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“Il bello dell’avventura è sognarla, dare aria all’immaginazione, poi si potrà anche tentare di dare materia ai propri sogni.”

Walter Bonatti

IL RIFUGIO BONATTI,
PER GUARDARE OLTRE

un sogno da condividere nato da amicizia, passione e gratitudine alla montagna

La nascita del Rifugio Bonatti è un’avventura tempestata di passione per la montagna, amicizia, sogni da realizzare, progetti da condividere. L’idea di dare vita al rifugio nasce dall’amicizia tra Pierre Sicouri, Sergio Favre e Flavio Guichardaz.
Pierre è stato un industriale di successo, amante e perlustratore di mari e montagne, soprattutto quelle valdostane. Sergio è guida alpina e fu accompagnatore di Pierre nelle tantissime ascese su pareti e creste nel massiccio del Monte Bianco (aspetti che si possono approfondire nella sezione Biblioteca), oltre che architetto e grande viaggiatore. A loro due si aggiunse presto l’entusiasmo e la conoscenza approfondita di questi luoghi di Flavio, geometra e imprenditore locale.

Rifugio Bonatti - Monte Bianco

La presenza di due valdostani al fianco di Pierre Sicouri assicurò così al progetto due figure ponte con il territorio e, nell’insieme, tre menti audaci, tre amanti di queste magiche vallate immerse nella natura.

“Pierre aveva una grande aspirazione: restituire qualcosa a quelle montagne che gli avevano dato molto nel tempo – racconta la moglie Paola – Si sentiva in debito. Gli piaceva l’idea di dare vita ad un luogo bello, facilmente raggiungibile, che potesse avvicinare alla montagna persone che normalmente non ci vanno.

Con Pierre abbiamo percorso queste valli e montagne in lungo e largo. Abbiamo fatto base sempre in Val Veny, prima in affitto in una vecchia casa di Renzino Cosson, poi con il tempo a Villa MacKenzie (edificio storico costruito nel 1917 da Lord Evan Mackenzie, un importante uomo d’affari scozzese e grande appassionato di alpinismo. La villa sorge immersa nei boschi di larici della Val Veny)”.

“All’inizio l’idea di Pierre, Sergio e Flavio, fu di realizzare il rifugio in quota, più in alto, sul pianoro del Malatrà – Continua a raccontare Paola – ma, a seguito di attente valutazioni e sopralluoghi, fu scelto il luogo dove oggi il rifugio trova la sua sede privilegiata, una posizione più adeguata e comoda”.

La posizione, in particolare, fu scelta dopo un attento esame delle diverse criticità emerse da uno studio di impatto ambientale concordato con la Soprintendenza per ridurre l’impatto visivo, proteggere la struttura da eventuali eventi calamitosi, assicurare un tempo di percorrenza adeguato a famiglie e bambini e, infine, posizionarlo lungo il percorso del TMB, valorizzando la visuale sulla catena del Monte Bianco.

NEL LONTANO 1996

cominciarono i lavori per il rifugio

I lavori cominciarono nel luglio del 1996, a seguito di bonifiche e sistemazioni varie; nel 1997 la struttura e il tetto furono terminati, si passò poi agli intonaci e nella primavera del 1998 ripresero gli ultimi interventi. Grande attenzione fu data a tutti i dettagli, dalla scelta dei materiali, che dovevano essere espressione piena del territorio e integrarsi con esso, agli interni, che dovevano creare un’atmosfera alpina, tipica di un rifugio pronto ad accogliere gli amanti e frequentatori della montagna.

Nell’estate 1998 il rifugio era pronto e il 1° agosto fu inaugurato. A premiare la fine di un sogno e del lungo lavoro svolto non poteva che essere la presenza di chi aveva dato il nome a quello stesso sogno: Walter Bonatti!

Pierre Sicouri e Walter Bonatti, infatti, negli anni precedenti a quella scintilla che fece nascere l’idea del rifugio, avevano allacciato una forte amicizia. Da un incontro avvenuto a Courmayeur, grazie ad amici in comune, Pierre e Walter avevano avuto modo di conoscersi, trovando molti punti, visioni e passioni in comune. Fu un rapporto che si fortificò con il tempo grazie ad una frequentazione assidua: Pierre ospitava spesso in Val Veny, presso Villa MacKenzie, Walter Bonatti per brevi o lunghi periodi. Furono momenti ricchi di racconti, riflessioni, momenti di socialità e di condivisione di lunghe passeggiate.

L’idea di intitolare il rifugio a Bonatti fu dunque presentata e condivisa con lo stesso Walter, che ne fu entusiasta. Il rifugio prese quindi il suo nome, primo in Italia, e, per ringraziare Walter di questa concessione e “placet”, i primi anni la struttura ospitò uno spazio a lui riservato e denominato “la maison de Walter”, dove l’alpinista era solito alloggiare quando passava al rifugio.

Sono tanti gli aneddoti legati alla costruzione del Rifugio Bonatti, aneddoti intensi, ricchi di momenti di amicizia e passione, che i protagonisti ricordano con piacere, come ad esempio gli inverni passati da Pierre, Sergio e Flavio a salire con gli sci e le pelli verso quello che allora era solo lo scheletro del rifugio, al freddo, riscaldati da tiepidi fuochi, tra il crepitio della legna e panorami imbiancati.

Il rifugio è una testimonianza profonda d’amore per questi luoghi, dove si respira il rispetto assoluto per la montagna e per quel sogno, oggi diventato realtà e punto di riferimento per escursionisti, camminatori, corridori, ciaspolatori, scialpinisti… Un piccolo angolo di mondo dall’anima profonda.

Rifugio Bonatti - Monte Bianco
Rifugio Bonatti - Monte Bianco
Rifugio Bonatti - Monte Bianco